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Campi Salentina
martedì, Dicembre 10, 2019
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Adoratori del Padre in Spirito e Verità

Riprendono i Martedì Biblici della Diocesi di Lecce, quest’anno con l’itinerario spirituale del Vangelo secondo Giovanni.

Gi incontri sono tutti presso la Parrocchia Santa Rosa alle ore 19 dei Martedì 11 Marzo, 18 Marzo, 25 Marzo, 1 Aprile, 8 Aprile. con illustri oratori e con la presenza del nostro Arcivescivo.

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Il Papa ai cappellani delle carceri: non è un’utopia una giustizia dalle porte aperte

lo sguardo

da it.radiovaticana.va

Dio non resta fuori dalle celle dei carcerati, ma è dentro anche Lui con loro: è quanto ha detto il Papa ieri mattina ricevendo nell’Aula Paolo VI in Vaticano, prima dell’udienza generale, i circa 200 partecipanti al Convegno nazionale dei cappellani delle carceri Italiane promosso a Sacrofano, nei pressi di Roma, sul tema “Giustizia: pena o riconciliazione. Liberi per liberare”. Il servizio di Sergio Centofanti.

E’ un grazie caloroso quello che Papa Francesco rivolge ai cappellani che lavorano nelle carceri di tutta Italia, chiedendo loro di far arrivare il suo saluto a tutti i detenuti:

“Per favore dite che prego per loro, li ho a cuore, prego il Signore e la Madonna che possano superare positivamente questo periodo difficile della loro vita. Che non si scoraggino, non si chiudano”.

 Occorre saper dire loro – afferma il Papa – che il Signore è vicino:

 “Ma dite con i gesti, con le parole, con il cuore che il Signore non rimane fuori, non rimane fuori dalla loro cella, non rimane fuori dalle carceri, ma è dentro, è lì. Potete dire questo: il Signore è dentro con loro; anche lui è un carcerato, ancora oggi, carcerato dei nostri egoismi, dei nostri sistemi, di tante ingiustizie, perché è facile punire i più deboli, ma i pesci grossi nuotano liberamente nelle acque. Nessuna cella è così isolata da escludere il Signore, nessuna; Lui è lì, piange con loro, lavora con loro, spera con loro”.

“Il suo amore paterno e materno arriva dappertutto”, ha proseguito il Papa, che prega “perché ciascuno apra il cuore a questo amore del Signore”. Quindi, ricorda che i suoi contatti con alcuni carcerati che visitava a Buenos Aires continuano. Continua a ricevere lettere da loro e li chiama per telefono:

“Qualche volta li chiamo, specialmente la domenica, faccio una chiacchierata. Poi quando finisco penso: perché lui è lì e non io che ho tanti e più motivi per stare lì? Pensare a questo mi fa bene: poiché le debolezze che abbiamo sono le stesse, perché lui è caduto e non sono caduto io? Per me questo è un mistero che mi fa pregare e mi fa avvicinare ai carcerati”.

Papa Francesco prega anche per i cappellani, per il loro ministero, “che non è facile”, ma è “molto impegnativo e molto importante” perché “esprime una delle opere di misericordia” e rende “visibile quella presenza del Signore nel carcere”:

“Voi siete segno della vicinanza di Cristo a questi fratelli che hanno bisogno di speranza. Recentemente avete parlato di una giustizia di riconciliazione, ma anche di una giustizia di speranza, di porte aperte, di orizzonti. Questa non è un’utopia, si può fare. Non è facile, perché le nostre debolezze ci sono dappertutto, anche il diavolo c’è dappertutto, le tentazioni ci sono dappertutto, ma bisogna sempre provarci”.

Infine, eleva la sua preghiera alla Madonna: Lei – conclude – è la Madre di tutti i carcerati.

Papa Francesco, in questi primi mesi di Pontificato, ha ricevuto oltre 500 lettere dai detenuti italiani. I cappellani delle carceri del Paese sono 233, al servizio di circa 64.mila carcerati, senza contare le persone agli arresti domiciliari. Durante l’udienza è stata donata al Papa una borsa da viaggio fabbricata per lui dalle detenute del carcere femminile di Rebibbia.

Testo proveniente dalla pagina del sito Radio Vaticana

Triduo San Giuseppe 2014

locandina triduo san giuseppe 2014Giuseppe, “l’uomo giusto” (Gn 6,9), ci insegna a porre i piani di Dio come programma della propria vita con una obbedienza pronta, semplice ed operante. Un insegnamento che viene dal suo silenzio.

Triduo

Domenica 16 marzo alle ore 17.30 S. Rosario – ore 18.00 Santa Messa

Lunedì 17 marzo alle ore 18.30 S. Rosario – ore 19.00 Santa Messa

Martedì 18 marzo alle ore 18.00 S. Rosario – ore 18.30 Santa Messa

Mercoledì 19 Marzo Memoria del Santo alle ore 18.00 Santo Rosario – ore 09.00 – 11.30 – 18.30 SS. Messe

Sportello d’ascolto psicologico

1794639_10203310655275035_490916003_nUn servizio di aiuto attraverso colloqui sostenuti con personale qualificato, finalizzati al sostegno, informazione, orientamento e prevenzione del disagio personale.

Ogni MARTEDì dalle ore 16.00 alle ore 18.00 presso gli uffici “Madre Teresa di Calcutta” in Piazza Libertà a Campi Salentina.

Per informazioni ed appuntamenti

Dott.ssa Francesca Invidia 349 523 9024 (dalle ore 15.00)

Dott.ssa Ilaria Grasso 348 863 4905 (dalle ore 15.00)

Dott.ssa Ilenia Schiavone 334 571 6879 (dalle ore 15.00)

email: sportelloascolto2014@gmail.com

Facebook: Sportello Ascolto Psicologico Campi Salentina

Confessioni Quaresima 2014

confessioneA partire da Domenica 9 Marzo, nella Cattedrale di Lecce, Chiesa Madre di tutta le Diocesi, un sacerdote sarà disponibile per le CONFESSIONI, tutti i giorni con il seguente orario:

mattina ore 10.00 – 12.00

pomeriggio ore 17.00 – 18.00

Mons. Domenico Umberto D’Ambrosio – Arcivescovo

Liberare il futuro: un cambiamento interiore, prima ancora che eclatante e manifesto!

le domande

le domandeLa giornata di mercoledì 5 febbraio ha visto il nostro clan/fuoco alle prese con una testimonianza di coraggio molto forte e importante: in sede è venuto a raccontarci la propria esperienza di servizio don Alessandro D’Elia, cappellano del carcere di Lecce e parroco di Campi Salentina.

Dopo una breve introduzione sulle motivazioni per le quali il clan/fuoco ha deciso di partecipare alla Route Nazionale, sul tema cui l’evento si ispira e sui tre momenti che costituiscono un capitolo (osservare, dedurre e agire), la parola è passata al presbitero, esempio di coraggio e determinazione. Don Alessandro ha spiegato che fare una scelta di coraggio, nel suo caso, ha significato “sporcarsi le mani” e ricercare un cambiamento interiore, prima ancora che eclatante e manifesto. Così le circostanze lo hanno portato a dire di sì alla “chiamata del Signore” e lo hanno spinto a portare il Vangelo ai detenuti.

Ha spiegato come, in realtà, la sua missione sia quella di porgere un orecchio e di tendere due braccia al servizio di uomini e donne come tanti, che stanno scontando la propria pena legale ma che non per questo non hanno il diritto ad essere ascoltati o di essere felici.

Hanno suscitato emozione e interesse alcune storie di vite distrutte da droga, alcol o raptus di follia che hanno condannato persone all’apparenza integerrime a numerosi anni di galera.

“Cosa può fare, allora, un prete di fronte a tali situazioni?”, si è chiesto don Alessandro prima di accogliere come sua questa sfida di coraggio.

Di certo non era un magistrato, uno psichiatra o un agente; solo un “semplice” prete, cui spesso “la parrocchia rappresentava l’ordinario” e che cercava “un segno dal Signore, uno stimolo che gli ricordasse che oltre alle bollette da pagare e alle processioni, c’era l’uomo coi suoi bisogni”.

Ha così aperto il proprio cuore agli emarginati, ai precari della vita, a gente che rappresenta “il rifiuto della società” e che spesso non viene aiutata a compiere un percorso di crescita interiore durante gli anni di permanenza nei penitenziari.

Il parroco di Campi Salentina ha inoltre denunciato le condizioni aberranti in cui versano le carceri italiane, che, per ciò che concerne le condizioni igienico-sanitarie, sembrano rasentare l’indecenza e che spingono alcune volte i detenuti a gesti estremi.

In conclusione, don Alessandro ha invitato ognuno di noi a “convertirsi”, cioè a ricercare negli abissi del proprio animo un motivo di sana ribellione, che ci spinga a fare del bene, “del nostro meglio”, usando un linguaggio caro a noi scout, e a credere sempre nella valenza del servizio, stella polare dell’agire di un rover e di una scolta.

Salvatore

Preghiera dalla polifonica

logo_polifonica

Signore, noi ti preghiamo perché ci hai chiamati a formare la Polifonica “S.Maria delle Grazie” di Campi Salentina per rendere un servizio a te ed alla Chiesa.

Le nostre voci, tante e diverse, nel cercarsi e nel fondersi in una sola armonia, siano preludio e augurio di unità e di concordia per la nostra comunità  e per tutto il genere umano.

Vogliamo cantare le tue meraviglie, o Altissimo, quelle meraviglie spesso sottratte al nostro sguardo e al nostro udito dalla fretta e dalle tante dissipazioni.

Aiutaci a raggiungere con il nostro canto il tuo dolce silenzio.

Vogliamo, o Signore, far conoscere alla comunità quanto grande e prezioso è il patrimonio del canto sacro con il quale la Chiesa, nell’arco dei secoli, ha elevato gli spiriti e reso omaggio all’arte.

Fai, o Signore, che il nostro sia sempre il canto della tua Chiesa, dei tuoi figli quando sono nella gioia e quando sono nel dolore.

Facci comprendere, o Dio, quanto sia importante prolungare il canto nella vita.

Continuare a cantare con le opere di giustizia e di carità.

Tutto questo te lo chiediamo per intercessione di Santa Cecilia, patrona della Musica e della Vergine “Santa Maria delle Grazie”, titolare della nostra Parrocchia e protettrice della nostra Polifonica.

Coristi Polifonica

Ultimo aggiornamento Ottobre 2013

Agrimi Lidia
Antonucci Pina
Bianco Mariolina
Caretto Valentina
Chirizzi Daniela
D’Elia Mira
De Nigris Mirella
Di Candia Monia
Donatio Maria
Donatio Salvatore
Ferrari Ivonne
Gennaro Mario
Giannattasio Tiziana
Grassi Maria
Grassi Tonio
Leuzzi Maria
Maci Annarita
Maniero Angela
Martellotti Carla
Minelli Annamaria
Orlandi Assunta
Persano Annalisa
Polito Franca
Romano Franco
Rucco Antonella
Schiavone Cinzia
Sforza Lucia
Simone Rosaria
Simone Salvio
Spada Tonino
Surano Maria Rosaria