Prima domenica di Quaresima

Dal Vangelo secondo Matteo (4, 1-11)
In quel tempo, Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”».
Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”».
Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». Allora Gesù gli rispose: «Vàttene, satana! Sta scritto infatti: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”».
Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.

Mercoledì scorso abbiamo iniziato questo lungo cammino di quaranta giorni in preparazione alla Santa Pasqua del 2017. È il tempo forte dell’anno liturgico, chiamato Quaresima, che ci conduce per mano con la parola di Dio, con l’Eucaristia, con la Confessione, con le opere di carità e con la Penitenza all’appuntamento annuale della Pasqua di Morte e Risurrezione. Questo periodo di preparazione si aggancia all’esperienza di deserto, preghiera e penitenza fatta da Gesù prima di iniziare la sua attività pubblica. Il vangelo di Matteo di questa prima domenica di Quaresima è dedicato, infatti, proprio al raccgesù_desertoonto della Quaresima di Gesù e alle tentazioni che dovette affrontare e superare a conclusione di essa. Anche per noi cristiani questo tempo di grazia ci è donato, da un punto di vista liturgico, per sperimentare la nostra concreta possibilità di rispondere al Vangelo con la sincera volontà di convertirsi e di superare qualsiasi tentazione che quotidianamente Satana cerca di farci accettare piuttosto che superarla. Affidiamo il nostro cammino quaresimale alla preghiera di questa prima domenica, con la quale chiediamo “di crescere nella conoscenza del mistero di Cristo e di testimoniarlo con una degna condotta di vita”.

Nel testo del vangelo di questa prima domenica di Quaresima, come abbiamo detto, ci porta con Gesù nel deserto, dove viene tentato dal diavolo. Durante la permanenza di quaranta giorni e notti, alla fine ebbe fame. E qui scatta la prima tentazione da parte del demonio che invita Gesù a trasformare le pietre in pane per sfamarsi, al fine di dimostrare se veramente fosse Figlio di Dio. Strana tentazione questa che viene indicata come prima delle tre. Gesù poteva benissimo far comparire il pane o gli stessi Angeli del cielo provvedere al suo stentamento durante i quaranta giorni di deserto ma qui, come se fosse un mago secondo il diavolo, doveva trasformare e dimostrare al demonio che era Figlio di Dio. Quante pretese ha Satana nei confronti dell’uomo e nel caso specifico nei confronti di Dio. Gesù sa benissimo chi è e lo sa benissimo anche il demonio. Ma, come tutte le forze del male che si annidano negli esseri malefici, egli ci ha provato con Gesù, uscendo sconfitto da questo primo tentativo di aggressione a Dio. Non contento lo porta sul punto più alto del tempio di Gerusalemme, luogo privilegiato della presenza di Dio secondo gli israeliti e ci prova a farlo buttare giù, anche in questo caso per dimostrare se è veramente Figlio di Dio. Il diavolo è ossessionato e non a caso dell’identità di Gesù che ben conosce e sa. Anche in questa seconda tentazione cade nel vuoto il tentativo del diavolo perché Gesù non ci sta al gioco del dimostrare al demonio chi è effettivamente. Perciò ribadisce di non mettere alla prova il Signore Dio tuo.

Infine, l’ultimo tentativo, la terza tentazione o provocazione, quella relativa al desiderio di possesso, dominio e gloria su tutta la Terra, aspirazione tipica degli imperatori, re e potenti della Terra e che in Gesù trova una risposta precisa per contestare la sete di potere e di dominio che per sua natura è diabolica nella sostanza e nella forma. E la storia ci racconta di quanti fallimenti umani in questa direzione. La risposta del Signore è precisa: vattene Satana, tu devi adorare il Signore e a lui solo devi rendere culto e rispetto.

Immaginiamo se Satana poteva sottomettersi al Signore. La conseguenza, vista la resistenza di Gesù, fu quella di andare via e fare spazio al bene, con l’arrivo degli Angeli che si posero a servire Gesù ed accudirlo in tutte le sue esigenze. La grazia e il peccato non possono convivere e coabitare, il bene e il male non possono incontrarsi ed occupare lo stesso spazio vitale. La lezione del Vangelo di oggi è molto chiara: si superano le tentazioni se nei nostri pensieri e nei nostri cuori c’è solo il Signore.

In conclusione, in questo periodo di Quaresima tutti noi cristiani siamo invitati a vivere più intensamente il clima di preghiera e di carità. I recenti fatti di cronaca che hanno attinenza con il termine della nostra vita ci pongono responsabilmente di fronte al problema di come rendere bella la vita, anche quando è segnata dalla sofferenza e dalla malattia. La morale cristiana è a favore sempre e comunque della vita e mai a favore della cultura della morte, anche se la si definisce come dolce morte, oppure suicidio assistito. La nostra vita, quella che il Signore ci ha donato, anche se è segnata dalle croci insopportabili, vale sempre la pena viverla fino in fondo, fino a quel momento in cui Dio ci ha chiama a sé e ci porta con sé nell’eternità.

(Fonte: Internet)


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